La Mia Calabria
di Claudio Marano

LA MIA CALABRIA

Antica Storia di Sibari

Nuovamente i tarantini chiesero l’intervento di Agatocle (301 a.C.) divenuto signore di Siracusa.
Il suo intervento contribuì nuovamente a fermare l’offensiva lucana che però riprese subito dopo la sua morte nel 289 a.C.. I turini chiesero allora aiuto a Roma che inviò un esercito che sconfisse i Lucani rafforzati dai Sanniti (289 a.C.).
Il console Luscino, dopo la vittoria, volle rafforzare la città di Thurio e creò all’imboccatura del Crati una stazione navale. Ciò non fu però condiviso da Taranto che vedeva così minacciata la sua supremazia e, riprendendo gli assalti, riuscì a saccheggiare la città. Inevitabile fu la guerra con Roma che sconfisse i tarantini (281 a.C.), rioccupando Thurio e ricostruendola. Ci fu un periodo di relativa tranquillità fino a quando scoppiò la seconda guerra punica tra Roma e la Cartagine di Annibale.

In un primo tempo alleata dei romani, successivamente Thurio aprì le porte ad Annibale come del resto quasi tutte le città del meridione. I romani però incalzavano sempre di più l’esercito cartaginese e, dopo la caduta di Capua (211 a.C.), lo stesso fu costretto a ritirarsi sempre più a sud.

Le città alleate di Annibale, caddero una dopo l’altra e subirono la vendetta dei romani che le misero a ferro e a fuoco.

La stessa sorte toccò anche a Thurio (211 a.C.), dove la furia dei romani fu ancora più terribile in quanto essa aveva disertato la federazione romana.
La guerra ebbe fine col richiamo in patria di Annibale che successivamente fu definitivamente sconfitto a Zama (202 a.C.).

Più tardi Roma, sulle macerie di Thurio, installò una colonia militare, inviando alcuni coloni per supplire allo scarso numero di abitanti e le cambiò il nome in Copia (194 a.C.).

Seguì circa un secolo di dominazione romana, nel quale la città fu ricostruita e fu concesso agli stessi abitanti di chiedere la cittadinanza romana che consentiva loro di godere di particolari privilegi.

Ma la storia di Thurio non finisce qui.
Essa per la sua posizione strategica, nell’epoca romana, fu sempre soggetta ad altre occupazioni e distruzioni e fu sempre ricostruita.

testa in marmo in Calabria Nonostante i segni di decadenza fu scelta, nei primi tempi del cristianesimo, come sede di diocesi e ad essa si assegna un Papa del II (S. Telesforo) e del III sec. a.C. (S. Dionisio), nonché S. Calimero, il primo Vescovo di Milano.

Già intorno alla metà del V^ sec. D.C., le notizie su Thurio diventano più scarse e tra gli storici non manca chi attribuisce la distruzione della città ai Longobardi o ai Saraceni o addirittura a fenomeni naturali che cambiarono il volto di alcune zone come l’innalzamento del livello medio del mare per effetto della fusione dei ghiacciai e l’accumulo dei materiali alluvionali dei fiumi che avrebbero provocato un innalzamento del piano di campagna di circa 10 metri.

Le ricerche archeologiche, avviate nel 1960, hanno portato alla luce tre zone di grande importanza: la prima, e sicuramente la più estesa, è il “Parco del Cavallo”, in cui sono ben visibili i resti di una delle porte d’entrata alla città., nonché una parte dell’agglomerato originario e quelli successivi.La seconda zona è quella di “Casablanca” e la terza è “Stombi” non distanti tra loro.