La Mia Calabria
di Claudio Marano

LA MIA CALABRIA

Antica Storia di Sibari

Tra le due città, esisteva, infatti, una differente forma di governo :democratico, come abbiamo già accennato a Sibari, aristocratico a Crotone.

Il pretesto per scatenare questa guerra fu dato appunto da 500 nobili rifugiatisi a Crotone provenienti da Sibari.
Telis inviò allora alcuni ambasciatori nella città di Crotone per chiedere che venissero loro consegnati.
La risposta dei Crotonesi non si fece attendere e gli stessi inviarono a loro volta un’ambasceria nella città di Sibari per spiegare i loro motivi di diniego. Gli ambasciatori Crotoniati non furono neanche ascoltati da Telis che li uccise gettando i loro corpi dalle mura della stessa città.

Crotone dichiarò subito guerra e fu lo scontro tra due eserciti entrambi Achei.

La tremenda battaglia avvenne nei pressi del fiume Traente e l’esercito di Sibari fu in gran parte distrutto. In seguito a tale sconfitta militare i sibariti superstiti si rifugiarono a difesa della città e ritenendo responsabile di tutto ciò Telis e la sua politica, lo uccisero insieme a tutta la sua famiglia.

Anfore in Calabria L’assedio delle sue mura durò 70 giorni, dopo i quali, Sibari capitolò.

Le sue case, i suoi templi furono bruciati e i Crotoniati, con a capo il famoso Milone, atleta delle olimpiadi, su consiglio di Pitagora, deviarono il corso del fiume Crati, sommergendo la città.

Erodoto narra che i superstiti si rifugiarono a Poseidonia, Scidro e a Laos, sul tirreno.

Da quel momento Laos, nel territorio dell’attuale Marcellina di Santa Maria del Cedro, diventò colonia Crotonese.

I sibariti non si rassegnarono però all’idea di ricostruire la propria città; due tentativi furono impediti dai crotoniati, allora gli stessi sibariti, inviarono degli ambasciatori agli spartani e agli ateniesi pregandoli di prendere parte a questa ricostruzione.
Gli spartani rifiutarono, mentre gli ateniesi, dopo aver sentito l’oracolo di Delfi che consigliò di fondarla poco distante da una foce ed aver esteso l’invito ad altre città greche, allestirono la spedizione.
Fu inviata una flotta di circa 10 navi con a capo Péricle che approdò nei pressi della foce del Crati.

Armatura in Calabria Individuata una fonte poco da lì distante detta Thuria,(per alcuni pare che esista ancora e detta fonte del Fico, situata nella valle del Marinaro) ritenendola il luogo indicato dall’oracolo, vi fondarono la nuova Sibari che fu chiamata Thurio (446 a.C.).

Questa volta i Crotoniati non si opposero e Thurio potè riempire il vuoto lasciato con la distruzione di Sibari. storia della nuova città fu molto travagliata da dissidi interni tra i nuovi coloni e gli esuli dell’antica Sibari. Ciò nonostante la crescita della nuova città andò avanti e dopo aspre lotte con la vicina Taranto, riuscì a concludere con essa un accordo politico.

Subito dopo però fu la volta dei Lucani, che, scesi in Calabria, minacciarono i suoi confini e quelli di Crotone.

L’esercito di Thurio, che nel frattempo aveva formato una lega con reggini e crotoniati per fronteggiare il pericolo dei Lucani a loro volta alleatisi con Dionigi di Siracusa, fu attirato dagli stessi in una trappola presso il fiume Lao. Senza aspettare il grosso delle truppe della lega, l’esercito di Thurio ingaggiò una battaglia e fu completamente annientato (390 a.C.).

Caduta in mano dei Lucani, fu ripresa dalla lega italiota di Taranto che nel frattempo aveva chiesto aiuto ad Alessandro il Molosso re dell’Epiro.

Venuto in Italia il re epirota sconfisse i Lucani ricostruendo la città turina, ma fu poco dopo ucciso dai Bretii, annegando presso il fiume Acheronte (attuale Campagnano) e, quest’ultimi, poterono riprendere, insieme ai Lucani, l’offensiva contro le città greche della Calabria.