La Mia Calabria
di Claudio Marano

LA MIA CALABRIA

La seconda Ellenizzazione

Con l’editto del 726, come abbiamo già accennato, l’imperatore bizantino, Leone Isaurico, vietò il culto delle sacre immagini ed ordinò che esse fossero distrutte. Invano sia popolo che clero si opposero, ma nonostante l’opera di persuasione usata dai due papi e la stessa scomunica, l’Imperatore non intese recedere dalle sue decisioni, anzi soffocò ogni resistenza nel sangue e nelle persecuzioni.

Molti religiosi, allora provenienti dalla Siria, dalla Palestina, dalla Grecia, fuggirono, portandosi appresso le sacre icone, sbarcando in Italia verso la Sicilia, la Puglia, la stessa Roma, ma la maggior parte si stanziarono in Calabria dove trovarono quell’oasi di tranquillità e di serenità che cercavano.

Inizia così la seconda ellenizzazione in Calabria.

Codex Purpureus Le varie località si popolarono di frati ed eremiti e nell’intera regione si diede inizio alla costruzione di conventi, monasteri e lauree che rappresentavano con le loro attività dei centri di irradiazione culturale e di conservazione di inestimabili tesori dell’arte e della conoscenza che tramandarono con la loro paziente attività di calligrafi.

Il più famoso, per santità e bravura, fu San Nilo di Rossano la cui scuola si diffuse rapidamente nelle altre regioni meridionali italiane fino a Grottaferrata dove lo stesso fondò il monastero di Santa Maria e dove morì nel 1004.

Tra questi tesori ci sembra importante citare la madonna dell’Achiropita che la tradizione vuole non effigiata da mano umana ed il Codex Purpureus Rossanensis, risalente tra il principio del V° sec. e la metà del VI° sec., prodotto, secondo i più recenti studi, forse a Cesarea di Palestina e portato in Calabria dai monaci Melkiti nel VII° sec..
Esso è ora conservato nel museo Diocesano di Rossano (Cs) in Calabria, e consta di 188 fogli (376 facciate) di pergamena purpurea sottilissima e comprende il testo in greco dei vangeli di Matteo e Marco,quest’ultimo monco dei versetti 14-20 dell’ultimo capitolo ma dovette comprendere, originariamente, tutti i vangeli; 15 tavole miniate in oro che rappresentano scene citate nei vangeli.

Affresco madonna Achiropita Esso è la reliquia alla quale Rossano deve la sua gloria che, paradossalmente, rimase nell’ombra fino al 1846 quando il napoletano Cesare Malpica ne rivelò l’esistenza.

L’adesione alla cultura medio-orientale rimarrà nella Calabria per tutto il X sec. e l’arrivo e l’appartenenza della Calabria settentrionale ai domini Longobardi della Campania, determinò una stretta comunanza di cultura tra le due regioni.

Conclusasi la conquista della Sicilia nel 1091 morto Ruggero I e proclamato il regno nel 1130 con capitale a Palermo, la politica normanna era tesa ad una affermazione di potenza e sfarzo.