La Mia Calabria
di Claudio Marano

LA MIA CALABRIA

Le prime Popolazioni

La conformazione geografica della nostra regione, che presenta al suo interno la continuazione naturale dell’Appennino, non favoriva certamente l’insediamento dell’uomo.
Le asperità del terreno e le montagne che, oggi come allora, dovevano essere ricoperte di neve per diversi mesi nell’arco dell’anno, non costituivano l’ambiente più adatto allo sviluppo di genti che volevano stanziare in questi luoghi, per cui bisogna pensare che essi vivessero nelle pianure in prossimità del mare e nelle vicinanze di fiumi più rispondenti ai loro bisogni vitali.

Come abbiamo già accennato, le origini della nostra regione, sono avvolte nel mito e nella leggenda.
Poco si sa da fonti storiche, mentre molte sono le ipotesi che diversi studiosi hanno formulato sui suoi primordi. Nonostante tutto cercheremo di tentare una loro ricostruzione favorendo le tesi che ci appaiono più accreditate.

Come in quasi tutta la nostra penisola, anche la nostra regione era ricoperta di una fitta vegetazione e abitata da gente nomade dedita alla caccia e alla pesca, al consumo di erbe e di frutti che nascevano spontaneamente che consentiva loro di poter sopravvivere.
Solo più in là essi si dedicarono alla pastorizia e all’agricoltura diventando gente stanziale e instaurando i primi rapporti commerciali fatti di scambi di merci con altri gruppi.

Si pensa che le prime popolazioni ad abitare la Calabria fossero stati gli Ariani che si stanziarono in Italia dando vita a vari gruppi tra cui gli umbro-osco-sabellico di cui fanno parte i Bruzi tipici della nostra regione.
Diversi sono stati i nomi ad essi attribuiti. I Greci li chiamarono “barbari” con cui identificavano ogni popolo che non fosse greco. Ma generalmente essi presero il loro nome dal loro capo per cui lo Strabone li chiamava “Ausoni” dal loro capo Ausone, figlio di Ulisse e della maga Circe; Erodoto li chiamava “Enotri” dal loro re Enotro; ”Bruzi” dal loro capo “Bretto”, figlio di Ercole; ”Italici” ,infine, dal loro re “Italo”.

mappa calabria Sempre secondo lo Strabone, gli Opici che erano stanziati nella zona del golfo di Napoli, furono cacciati dai Rodii ai quali si accredita la fondazione di Partenope (Napoli).
Questi scesero in Calabria sospingendo a loro volta i Siculi, che abitavano nella zona di Reggio Calabria, sull’isola. Si può pertanto dedurre, con molta probabilità, che gli Opici e gli Ausoni facevano parte dello stesso popolo e dopo lo sbarco degli Achei di Enotro, la stessa Calabria orientale fu chiamata Enotria, mentre quella meridionale occidentale, Ausonia per la presenza in questi luoghi di dette popolazioni.
In considerazione di questi assunti, si può pertanto ritenere che la Calabria sia stata abitata da popolazioni indigene molto tempo prima della colonizzazione operata dai Greci per cui preesistente a quella Achea.
Si pensa infatti che ben 425 anni prima dei fatti di Troia, i Greci invasero le nostre coste sud-orientali ad opera degli Arcadi e cioè intorno al 1.618 a.C.. Questa tesi è condivisa dallo Strabone, storico e geografo del 1^ sec. a.C. , secondo il quale prima dell’arrivo dei Greci la nostra regione era abitata dai Choni ed Enotri dell’Arcadia.
Si crede che la colonizzazione che aveva interessato il mezzogiorno d’Italia e più in particolar modo la nostra regione, venne compiuta in due distinte ondate migratorie distanti, l’una dall’altra, di circa un millennio.
La prima, e siamo all’incirca verso il XVII sec. a.C. ,fu infatti iniziata da questo popolo, proveniente dal Peloponneso centrale. L’Arcadia era governata dal re Licaone che avendo 22 figli, divise loro il suo territorio in parti uguali.
I figli Enotro e Paucezio, non soddisfatti di quanto era loro spettato, allestirono una spedizione. Paucezio si diresse sulla costa jonica, sbarcando sullacosta salentina. Enotro, minore dei due fratelli, approdò, invece, sulla costa tirrenica dell’Italia detta allora Ausonia e si diresse verso l’entroterra Calabro in cerca di pascoli che riuscì a trovare nella pianura di Sant’Eufemia.

La fertilità del suolo, che si presentò ai nuovi visitatori, li affascinò talmente tanto che decisero di stabilirvisi e di fondarvi un insediamento che andò man mano estendendosi. Gli Ausoni furono sospinti a Nord, in Campania e nel Lazio meridionale, mentre alcuni gruppi rimasero nel Bruzio meridionale presso la zona di Taurianova sul tirreno e presso Crotone sullo Jonio.
Essi si fusero con i Choni e i Morgeti e gli Ausoni fondarono la loro capitale a Pandosia le cui origini si fanno risalire tra il 770 e il 720 a.C.. La principale descrizione di questa città ci viene dallo Strabone che la collocava “un po’ sopra Cosenza” e vicino ad essa le scorre il fiume Acheronte dove fu ucciso Alessandro detto “Il Molosso”, re dell’Epiro.