La Mia Calabria
di Claudio Marano

LA MIA CALABRIA

Il latifondo in Calabria

Le guerre puniche avevano ridotto la Calabria in uno stato di grande povertà e, svanito il pericolo annibalico, la romanizzazione della regione potè procedere con più vigore. Le piccole e medie proprietà scomparvero lentamente a vantaggio dei grandi latifondi a manodopera servile. La Magna Grecia era ormai definitivamente distrutta e con essa l’organizzazione comunitaria, le tradizioni, i costumi e i dialetti.

Gran parte del territorio della Sila e degli altri boschi calabresi divennero ager publicus con l’avvio di tagli indiscriminati, dando un colpo mortale all’assetto idrogeologico di tutta la penisola calabrese, caratterizzato da un arretramento delle linee di traffico verso l’interno, abbandonando l’ampio versante jonico.

L’arroccamento delle popolazioni e l’abbandono delle coste, si accompagnavano alla messa a coltura delle terre nelle alte valli. Ne conseguiva la degradazione del territorio con un lento smottamento verso il basso che incrementò l’esodo verso le montagne e l’abbandono di ogni attività marinaresca.

La struttura latifondistica calabrese si dimostrò ben presto molto debole in quanto gli stessi proprietari non investivano sui loro terreni per migliorare la redditività delle colture o dei pascoli. Essi miravano solo ad estendere i loro già consistenti possedimenti onde conservare il provento unitario che dagli stessi poteva derivargli. Una siffatta logica caratterizzò sempre le classi alte, medie e basse della società calabrese, secondo la quale non era tanto il buon uso della terra l’elemento decisivo, ma la sua proprietà. A scegliere un tipo di soluzione produttiva innovativa, richiedeva investimenti notevoli senza la speranza di una rimunerazione a breve scadenza. Ma una siffatta scelta era anche obbligata dalle condizioni climatiche della regione che erano piovose in inverno ed asciutte nelle rimanenti tre stagioni.

E’ chiaro che un tipo di economia di questo genere ,non poteva che restare debole e nei secoli successivi questo tipo di struttura fu mantenuta accentuando la debolezza socio economica della Calabria e dei suoi abitanti.