La Mia Calabria
di Claudio Marano

LA MIA CALABRIA

L'Invasione Longobarda

Durante la guerra gotico-bizantina, gran parte delle campagne si spopolarono per paura di scorribande e di saccheggi ed in tanti si rifugiarono nei boschi o comunque sui monti o nei chiostri in cerca di conforto e sicurezza.

Con la fine delle ostilità, i bizantini rimasero padroni assoluti dell’intero mediterraneo e fino all’invasione longobarda del 568. Entrati in Italia senza alcun piano di conquista ma solo alla ricerca di terre fertili da saccheggiare, i Longobardi occuparono solo alcune località dell’interno, fondando il ducato di Benevento.

Ad esso seguirono altri 36 ducati che, se all’inizio consentirono loro di governare i territori occupati, in seguito impedirono la costruzione di un potere centrale forte.
Fu solo per paura di un’invasione dei Franchi che, eletto Re Autari, lo stesso estese le sue conquiste sino all’estrema punta meridionale della penisola, ma nel complesso la Calabria rimase quasi interamente sotto il dominio bizantino.

Con il matrimonio di Autari e Teodolinda, cattolica, sotto il pontificato di S.Gregorio Magno,i Longobardi si convertirono gradualmente al cattolicesimo e con Rotari, successore di Autari, si cercò di dare delle leggi ai Longobardi.

Gli immensi boschi della Sila,insieme ad altri,furono concessi al pontefice ed è proprio dalla Sila che provenne gran parte del legname occorrente per la costruzione della Basilica vaticana. Ma la morte di Rotari, portò nuova anarchia finchè nel 712 salì sul trono Liutiprando con l’intendo di cacciare i bizantini dall’Italia e fu proprio in questo periodo che con Costante II, i Bizantini tentarono di impadronirsi dei territori longobardi senza però riuscirvi. Il duca di Benevento, infatti, Romualdo, sconfitti i bizantini, si impadronì dell’intera Puglia che allora si chiamava Calabria, dando ad essa il nome di Puglia, mentre i bizantini diedero il nome di Calabria alla parte meridionale dell’antico Bruzio.

La situazione precipitò con Leone III Isaurico (717), che proibì il culto delle immagini ordinandone la distruzione.
Di questi dissidi tra greci e italici, cercò di approfittarne Liutiprando che, dopo un tentativo fatto conquistando alcune terre del ducato romano, se ne retrasse facendone dono a Papa Zaccaria con cui concluse una tregua.

Alla morte di Liutiprando (744), salì sul trono Astolfo che invase il ducato romano. Il nuovo pontefice, succeduto a Papa Zaccaria, Stefano II, si recò in Francia ad invocare aiuto da Pipinio il Breve. Astolfo fu costretto così a cedere le terre imperiali occupate al papato e con la sua morte, avvenuta nel 774, ebbe fine la dominazione longobarda e l’inizio del potere temporale.

Dei Longobardi rimase solo il nome della regione Lombardia e la loro nobiltà, come il suo popolo, finì per integrarsi con quella franca e bizantina.