La Mia Calabria
di Claudio Marano

LA MIA CALABRIA

Come scriveva Leonida Repaci, il Creatore un giorno promise a se stesso di fare della Calabria un capolavoro.

Dopo averle profuso un’infinità di beni in tutti i campi e di averla abbellita col mare sempre viola, la rosa sbocciante a dicembre, il cielo terso, le campagne fertili, l’acqua abbondante, il clima mite, compiaciuto per il lavoro fatto, fu preso da sonnolenza di cui ne approfittò il diavolo per assegnare alla Calabria le calamità: le dominazioni, il terremoto, la malaria, il latifondo, le alluvioni, la siccità, l’analfabetismo, la gelosia, l’Onorata società, la vendetta, l’omertà, la miseria, l’emigrazione.

Il Signore, aperti gli occhi e vista la rovina recata dal Maligno, lo scaraventò nei profondi del cielo e poi rasserenandosi disse: ”questi mali sono ormai scatenati, ma essi non impediranno alla Calabria di essere come Io l’ho voluta, la sua felicità sarà raggiunta con più sudore.”