La Mia Calabria
di Claudio Marano

LA MIA CALABRIA

La Dottrina di Gioacchino Da Fiore

Non v’è dubbio che Gioacchino da Fiore ebbe molto carisma presso il mondo dei suoi tempi e lo stesso carisma fu a lui riconosciuto anche da personaggi importanti che hanno lasciato un segno nella storia del nostro Paese. Le sue teorie furono addirittura muse ispiratrici per alcuni come Dante e Giuseppe Mazzini. Gioacchino infatti dividendo la storia dell’umanità in tre Età, previde e teorizzò l’Età dello Spirito Santo in cui il potere politico ecclesiastico sarebbe stato annullato lasciando posto ad una nuova società fondata sull’uguaglianza e sull’amore.

Dante Alighieri fu così colpito da questa sua teoria che la trasfuse nella Divina Commedia in cui definì Gioacchino come “di spirito poetico dotato” non tanto perché egli credesse nelle profezie dell’Abate, quanto speranza in quel rinnovamento della Chiesa e della società profetizzato dallo stesso. Ed è proprio in questa chiave che Gioacchino da Fiore fu visto dai suoi contemporanei, dai suoi seguaci, dallo stesso Dante come un predicatore e profeta che prevedeva una renovatio generale della struttura stessa della Chiesa. Più volte Dante,infatti, rimproverò gli ecclesiastici di inseguire i beni terreni e di perdere di vista la loro missione tra gli uomini: ”tutti sviati dietro al malo esempio” (Par. XVIII, 126). Il Liber Figurarum, ossia il libro delle figure, può senz’altro essere definito il capolavoro di Gioacchino da Fiore dal quale Dante fu fortemente influenzato nella stesura della Divina Commedia.

Il messaggio di Gioacchino fermentò tutto il 13° secolo tanto che sono presenti varie comunità florensi in tutt’Italia di cui la più importante fu l’abazia di Camaiore (Lu) sul cui frontone dell’arco d’ingresso è ancora visibile la scritta “Ordo Florensis”. Fu infatti proprio dopo la sua morte, sotto il pontificato di Gregorio IX (1227-1241), che l’ordine florense raggiunse il suo apogeo contando una quarantina di abazie sparse in tutta Italia per poi confluire, nel 1570, nell’ordine dei cistercensi, lo stesso che aveva avversato il processo di beatificazione intentato dai florensi nel 1346, avverando la profezia che Gioacchino predisse ai suoi discepoli in punto di morte.