La Mia Calabria
di Claudio Marano

LA MIA CALABRIA

Crotone

Secondo la tradizione storica più certa, la città di Kroton fu fondata intorno al 708-709 a.C. sulla foce dell’Esaro e sul promontorio dove preesisteva un insediamento indigeno, da un nucleo di coloni Achei provenienti dall’Acaia, regione del Peloponneso centrale.

Lo Strabone, nel descrivere l’area in cui essa era collocata, narra che secondo il racconto di Antioco, il Dio degli Achei, aveva loro ordinato di fondare Kroton, per cui fu inviato il gobbo Miscello di Ripa ad esplorare la zona.
Lo stesso, avendo già visto dove era stata già posizionata Sibarys, la giudicò in posizione migliore di quella di Kroton, per cui fatto ritorno in patria, chiese all’oracolo se non fosse preferibile abitare quella al posto prescelto per Kroton. Ma l’oracolo gli rispose di accontentarsi di ciò che gli veniva dato.

Tempio Hera Lacinia Crotone Secondo una leggenda, si racconta che la città prese nome da Kroton, eroe mitologico che Ercole uccise per sbaglio e nelle sue orazioni predisse che in quel luogo sarebbe sorta una gloriosa città che avrebbe portato il nome dell’amico.

Stando così le cose, Kroton, dunque, venne fondata subito dopo Sibarys e quasi contemporaneamente a Siracusa.
Consolidata la sua posizione, essa cominciò ad espandersi nel suo primo secolo di vita sui territori vicini,fondando, sul versante tirrenico, Terina, mentre a sud sostenne la crescita di Caulonia con la quale ebbe quasi sempre rapporti di amicizia. La città è popolata ed estesa se per cingerla, come dice Tito Livio, vi sono circa 18 Km di mura.

E’ il periodo di maggiore fulgore. Crotone eccelle nelle olimpiadi con i suoi atleti tra cui si distingue Milone.

Nel 550 a.C., partecipò con Sibari e Metaponto alla distruzione di Siris e dopo aver raggiunto l’egemonia su Skilletion, intraprese una campagna militare contro Locri.
Estremamente famoso fu lo scontro tra i Crotoniati e i Locresi che si risolse a favore di quest’ultimi con la battaglia del fiume Sagra (1’odierno Allaro).

Le motivazioni di questa guerra non sono molto chiari agli storici. Molto probabilmente era desiderio di Kroton ampliare la sua area di influenza sullo Jonio ed in questo molto peso ebbe la considerazione che una eventuale occupazione del territorio di Locri, avrebbe dato loro modo, attraverso la via istmica del fiume Sagra, di raggiungere più facilmente la costa tirrenica della Calabria.

Ad avvalorare tale tesi, concorrono le affermazioni dello Strabone di cui, però, molti dubitano. A dargli ragione sulla navigabilità antica del Torbido, sono gli stessi geologi, secondo i quali il bacino del fiume alla confluenza con il Chiaro, suo affluente, si spalancava in modo sproporzionato.

Il ritrovamento di molti fossili come conchiglie, sono la dimostrazione che l’antica Sagra fosse navigabile, anche se è sconosciuta la data della sua trasformazione.
Esso fu uno degli avvenimenti politici e militari più importanti della storia della Magna Grecia.Basta infatti pensare che l’esercito dei Crotoniati era formato da circa 130.000 combattenti che non riuscirono a vincere i 10.000 Locresi aiutati, nell’occasione, da 5.000 reggini.
Pare che la vittoria dei Locresi fu dovuta al fatto che gli stessi non aspettarono l’attacco del nemico, ma andarono incontro all’esercito dei Crotoniati incontrandolo sul fiume Sagra (attuale Turbolo), rendendo impossibile lo spiegamento dell’intero esercito essendo la conformazione del terreno molto stretta.

La sconfitta di Kroton, ebbe pertanto risvolti non solo militari, ma anche psicologici sull’intera popolazione che, pare, sconfitta anche nel morale, si lasciò andare in depressione via via ad una vita piena di vizi che li portò a trascurare la cura delle armi. Solo la venuta di Pitagora nel 530 a.C., proveniente da Samo, isola greca dell’Egeo meridionale, riuscì con la sua dottrina ed il suo verbo ad infondere fiducia nei Crotoniati e riportarli al loro antico splendore.