La Mia Calabria
di Claudio Marano

LA MIA CALABRIA

Il Cristianesimo

Nel mezzo della storia di Roma antica, si presenta il messaggio cristiano insegnato da Gesù di Nazareth ai suoi apostoli e da essi divulgato nel mondo intero.

I brutti furono tra i primi a convertirsi al Cristianesimo dopo i romani.

L’occasione gli fu data da Paolo che sbarcando a Reggio Calabria nel 61 d.C., diretto a Roma, ebbe occasione di parlare ed essere ascoltato da molta gente ed è proprio da qui che pare avere inizio la diffusione del Cristianesimo in Italia.

I romani si mostrarono sempre molto tolleranti verso le religioni dei popoli ch’essi avevano sottomesso e avevano riunito sotto il loro Impero, ma via via che il cristianesimo si diffondeva nelle varie città sottomesse a Roma, cominciarono a diffondersi, ad opera soprattutto degli Ebrei, strane dicerie e calunnie su questa religione.
I Cristiani vennero pertanto additati come sobillatori dell’ordine e delle leggi dello Stato e del quieto vivere ed iniziò la loro persecuzione.

Una di queste si ebbe a Roma sotto Nerone che li accusò di aver provocato l’incendio che distrusse gran parte della città.

Ma le vere e proprie persecuzioni verso i Cristiani iniziarono sotto Domiziano per poi continuare sotto Diocleziano.

Innumerevoli furono i Cristiani imprigionati, torturati e uccisi solo perché professavano la fede in Cristo. Ma queste persecuzioni raggiunsero l’effetto opposto a quelle che si ponevano, in quanto le loro schiere si ingrossarono, accrescendo in maniera considerevole i proseliti di Gesù.

Fu solo nel 313 che Costantino, per ricompensare i Cristiani che avevano combattuto per lui nella battaglia del Ponte Milvio, emanò a Milano l’editto di tolleranza, col quale si concedeva ai Cristiani piena libertà di professare la loro fede, restituendo loro anche i beni confiscati con l’editto di Diocleziano.

Nel 324 con un altro editto, Costantino riconosceva ufficialmente la religione Cristiana e la sua gerarchia ecclesiastica.

Le varie chiese sorte un po’ dappertutto erano dirette da un “vescovo” (sorvegliante) che era coadiuvato da alcuni anziani della società detti “presbiteri”. I presbiteri da principio erano estranei al culto che veniva esercitato solo dal vescovo, ma poi finirono per essere incaricati da esso solo in sua assenza diventando preti.
Il più importante tra tutti i vescovi era naturalmente quello di Roma. Ad esso i cristiani riconoscevano una certa supremazia in quanto Roma era la capitale dell’Impero ed anche perché il primo vescovo fu proprio Pietro, colui che Gesù aveva designato come la “pietra della sua Chiesa”.

Nel IV e V sec., prese un grande sviluppo l’eremitaggio che secondo le regole dettate ai monaci di San Basilio, in Oriente, avrà un carattere contemplativo e solitario, mentre in Occidente i monaci preferirono riunirsi a vivere in monasteri o conventi.