La Mia Calabria
di Claudio Marano

LA MIA CALABRIA

La colonizzazione Greca

La Grecia antica non aveva una unità politica come si conobbe più tardi nella Roma repubblicana o imperiale. La polis greca era sovrana ed assolutamente autonoma nell’ambito della propria area urbana cittadina e nell’immediato circondario fatto di villaggi. Essa era governata da un sistema monarchico in cui il Re emanava leggi e decideva autonomamente per la guerra e per la pace ed ognuna di esse aveva la propria moneta.

Anche le colonie della Magna Grecia vivevano politicamente una vita autonoma rispetto alla loro madre patria e senza obblighi di aiuti nel caso che qualche loro città si trovasse in pericolo. Ragioni economiche, sociali e politiche, convinsero alcuni sovrani a crearsi nuovi mercati, per cui intorno alla prima metà del XIII sec. a.C., iniziò la colonizzazione che interessò dapprima l’Asia Minore e successivamente la nostra penisola.

Molta influenza nella scelta del sito dove impiantare la nuova colonia ebbe, nell’antica Grecia, l’oracolo di Delfi. Prima d’intraprendere qualsiasi nuova impresa, i Greci interrogavano l’oracolo per sapere se la loro spedizione avrebbe avuto successo. Il non consultare l’oracolo poteva esporre la stessa ad insuccessi mortali. Gli interpreti del Dio Apollo, probabilmente coordinavano le frammentarie notizie che potevano ricevere dai mercanti che trafficavano lungo le varie rotte commerciali e, basandosi anche sullo studio di fenomeni atmosferici, riuscivano ad indovinare quasi sempre il felice o disastroso esito di un’impresa.

Grande fu nel VI sec. A.C. il potere di Sibari che controllava un vasto territorio che arrivava fino al Pollino.

Anche Crotone conobbe nel V sec. A.C. una grossa espansione a seguito della guerra intentata nei confronti della sua ex alleata Sibari, allargando il proprio potere sulla Calabria centro-settentrionale.
Varie furono le lotte tra le diverse colonie greche della Calabria per la supremazia del territorio ed intorno al 380 a.C.. In seguito alla sconfitta e conquista di Crotone, si determinerà l’egemonia tarantina sulle colonie settentrionali della Magna Grecia.
Fu proprio dopo alcuni anni (386 a.C.), che i Brutii, staccatisi dai Lucani, scesero in Calabria e dopo poco costituiranno una loro federazione nel 356 a.C. cercando un consenso tra le varie popolazioni in lotta dal quale nascerà la città di Consentia (Cosenza).

Ben presto i Brutii conquistarono tutto l’entroterra calabrese ed alcune zone costiere. A nulla valsero i tentativi orditi da Archidamo, re di Sparta nel 343 a.C. e da Alessandro il Molosso re dell’Epiro nel 331 a.C. a sostegno degli Italioti per tentare di contrastare l’avanzata delle legioni romane chiamate in soccorso delle colonie greche in continua lotta con i Brutii e i Lucani.

Non passerà infatti molto tempo perché i Romani estendano i propri confini anche in Calabria, egemonizzando le sue popolazioni, dando il via a quel processo d’integrazione e di assimilazione delle popolazioni che ridusse le antiche città greche a rango di colonie dell’Impero Romano.