La Mia Calabria
di Claudio Marano

LA MIA CALABRIA

La colonizzazione Greca

Lo Strabone (storico e geografo del I sec. a.C.), racconta che alcuni Achei, che erravano per i mari, di ritorno dalla guerra contro Troia, furono sbattuti sulla costa jonica calabrese presso la foce del fiume Neto e quivi sbarcarono per esplorarla.

Le donne troiane, al seguito delle navi, stanche di vagare per il mare, decisero di incendiarle per costringere così gli uomini a fermarsi in quelle terre di cui avevano visto la fertilità. Sorsero pertanto numerosi insediamenti che presero il nome di eroi troiani.

Come abbiamo già detto, l’inizio della colonizzazione greca, che ci fù sulle nostre coste nell’VIII sec. a.C., portò diversi greci speranzosi di rifarsi una vita su una terra su cui l’oracolo di Delfi indirizzava tali spedizioni.

Già nel 1.100 circa a.C., l’invasione Dorica, popolazione semibarbara ellenica proveniente dalla Macedonia e dall’Epiro, aveva invaso la Grecia soppiantando la popolazione Achea insediandosi nel Peloponneso centrale. Fu proprio questo avvenimento che provocò una grave crisi economica e sociale derivante dalla eccedenza della popolazione e di una società irrequieta composta da nobili rovinati perché vinti dalla nuova borghesia, contadini affamati, plebei schiacciati dai debiti che a sua volta favorì un enorme esodo sulle nostre coste per cui approdarono nelle nuove colonie conoscitori della scrittura e quindi portatori di conoscenza che contribuirono non poco a rappresentare e a divulgare il mito della Magna Grecia.

Con questo termine, derivante dal greco Megàle Hellàs, i greci della madrepatria indicarono i territori occupati dai colonizzatori e quindi manifestavano con esso la loro ammirazione per lo splendore delle nuove colonie.

Strada antica Sibari in Calabria La colonizzazione greca, così iniziata, si limitò solo ad allacciare rapporti commerciali con la loro madrepatria e a trasformare l’economia pastorale in economia agricola nelle zone in cui gli stessi erano presenti.

Le popolazioni dell’Italia meridionale, dunque, da nomadi si fanno stanziali e la loro organizzazione sociale tende a perfezionarsi dando vita ad insediamenti sempre più grandi.
Nacquero in quel periodo insediamenti molto importanti fra i quali citiamo Sybaris (Sibari), Krimisa (Crotone) e Lokroi (Locri) sulla costa jonica e Rhegion (Reggio Calabria), Metauros (Gioia Tauro), Hipponion (Vibo Valentia), Terina (Lamezia Terme), Laos (forse vicino all’attuale Marcellina) sulla costa tirrenica.

E’ solo in seguito che, diventati più potenti, cominciarono ad espandersi verso l’entroterra occupando territori che prima erano dei Chonj e ad insidiare i rapporti commerciali degli Enotri.
Gli italici, ravvisarono immediatamente la superiorità socio-culturale dei Greci la cui espansione, nonostante rivestisse carattere militare, spinse loro ad abbracciarne usi e costumi. Si delineò così una netta divisione di compiti tra gli uni e gli altri; mentre gli Italici si occupavano della produzione delle loro terre, i greci pensavano alla commercializzazione dei prodotti, allacciando sempre più stretti rapporti con la madre patria e con altre popolazioni vicine.
Furono infatti i greci ad introdurre per primi la coltivazione del grano, della vite, degli ulivi dei fichi che ancor oggi danno delle qualità molto ricercate nel nostro Paese.