La Mia Calabria
di Claudio Marano

LA MIA CALABRIA

La Figura di Cassiodoro

Fu proprio in questo periodo che giganteggia la figura di Aurelius Cassiodoro che continua ad appassionare ancora oggi molti studiosi.

Discendente da una famiglia originaria dalla Siria che si stabilì nel territorio bruzio a Scjllanium, l’odierna Squillace, essa incise positivamente nella storia calabrese, impedendo, per gli incarichi politici e militari di grande prestigio, l’invasione ai vandali del Bruzio e della Sicilia.

Controverse sono le opinioni degli studiosi sull’anno di nascita di Cassiodoro che comunque va collocata tra il 477 ed il 491. Nato dunque a Squillace, Cassiodoro continuò a seguire l’esempio paterno avendo il padre ricoperto l’incarico di Prefetto del pretorio. L'ascesa di Cassiodoro nel campo politico fu certamente favorita dalla presenza del padre a corte e dalle doti che, fin dalla sua giovane età, furono subito riconosciute da Re Teodorico e che lo porteranno alla nomina di Questore e segretario del Re.

Morendo Teodorico, il regno gotico si spaccò in due e di ciò, come abbiamo già detto in precedenza, ne approfittò Giustiniano per reinstaurare l’Impero Romano. Cassiodoro sperava di raggiungere un accordo con Giustiniano, ma nel 538, Vitige fu costretto a lasciare Roma. Occupata anche Ravenna, la capitale dell’Impero gotico, svanì il sogno di Cassiodoro di fondere i due regni gotico e romano e finì per dedicarsi interamente ai suoi ideali spirituali e allo studio della teologia.

Dopo un periodo trascorso a Costantinopoli, Cassiodoro fece ritorno nella sua Scjllanium, dove fondò il Vivarium intorno al 555. Esso era un monastero costruito in uno dei possedimenti di famiglia ed il suo nome deriva dai vivai di pesci che lo stesso Cassiodoro aveva sistemato negli anfratti della roccia del monte Moscios.
Nonostante siano due edifici distinti, il monastero era uno solo ed era fornito di una ricca biblioteca con opere di autori classici e cristiani distinta a seconda delle varie scienze come la grammatica, la retorica, la dialettica, la musica, l’aritmetica, la geometria e l’astronomia.

Annessa poi alla biblioteca, c'era anche una scuola calligrafa dove i monaci trascrivevano vari codici, non solo per il monastero, ma anche per la vendita. Anche la liturgia era molto considerata, ma Cassiodoro teneva molto all’attività di trascrizione dei codici ed infatti la sua opera più conosciuta le “Illustrationes”, ha proprio lo scopo di introdurre allo studio della scrittura e delle arti liberali.

Cassiodoro morì ultra novantenne ed il suo Vivarium, purtroppo, non gli sopravvisse di molto. La scomparsa del Vivarium avvenne probabilmente al tempo di Gregorio Magno nei primi anni del VII secolo.

Certamente la mancanza del fondatore e gli eventi storici che si succederanno in quel periodo, come le incursioni provenienti dal mare, dispersero il patrimonio culturale che faticosamente Cassiodoro aveva costruito negli anni, anche se tra gli studiosi prevale, l’opinione che la maggior parte di quei testi è oggi presente presso la biblioteca del Laterano di Roma. Una cosa è certa che l’opera di Cassiodoro non solo ha dato vita al primo centro studi dell’occidente, ma ha tenuto a battesimo quel lavoro di trascrizione di testi che più tardi altri continueranno, contribuendo alla crescita culturale del nostro grande Paese.